Uomini che odiano le donne: Grillo, Berlusconi, e la sindrome di re Giovanni



E’ già stato detto tante volte.
Le condizioni di sviluppo di un paese si giudicano dallo stato in cui vivono le donne. Se questa espressione è vera, sappiate che noi siamo tutti – maschi, femmine e terzi e quarti sessi –  in una situazione così tanto disastrosa, che faremmo meglio ad autosopprimerci come fanno alcune specie animali. Andarcene in fila indiana a buttarci in mare per non tornare mai più a riva, sarebbe la cosa migliore. 
Non sto parlando solo degli ammazzamenti che si susseguono a rotta di collo – l’ultimo è di stamattina, un marito avrebbe ammazzato la consorte a colpi di mattarello – ma  della considerazione tutta speciale che certi nostri politici ci dedicano. Dedicano al corpo delle donne. E poiché le donne non sono entità staccate che vagolano nell’iperuranio, ma persone che vivono accanto ad altre, la considerazione che si dà loro sarà la stessa che si dà a tutta la comunità. In Italia, cioè? Signora mia, uno schifo.
Una considerazione tale per cui, sarebbe meglio, senza ombra di dubbio, se questi politici lasciassero perdere, se facessero finta di vivere in un paese fatto solo di uomini. E si dimenticassero di essere stati creati in un mondo in cui c’è qualcuno che ha organi  – almeno in apparenza – diversi dai loro. 
Battute a parte. Perché certi uomini italiani – forse molti,  forse non tutti, forse pochissimi – odiano così tanto le donne? Tutte le volte che sento affermazioni come quelle di Grillo oggi, mi viene in mente il cartone animato Robin Hood di Walt Disney, quello in cui il Re Giovanni – acerrimo nemico della volpe Robin Hood – è rappresentato da una tigre viziata e incompetente, mal cresciuta e che non perde occasione per succhiarsi il ditone. 
Ecco, a mio parere la vera domanda che molti uomini – chi si occupa di politica di più, per un motivo evidente – dovrebbero porsi, in Italia.  Oltre alle tante giuste e vere sul perché non si riesca a fare una redistribuzione dei redditi più giusta e più equa, o al perché non si riesca a ridurre il livello della corruzione, cose a cui Grillo pare pensare a quasi ogni ora del giorno.  
Perché gli uomini italiani – e spesso politici con grande visibilità – hanno così in antipatia il genere femminile? 
Abbiamo da poco chiuso con Berlusconi, che trattava le esponenti dell’altro sesso come accessori per il bagno,  o trumeau per la camera da letto, e ci eravamo illuse che qualcosa sarebbe cambiato, tutto perché una pensa che il peggio deve avere un limite, e invece no. Il peggio un limite non ce l’ha.  
E arriva così un signore genovese che, pur avendo preso dei seggi alle recenti amministrative, e potendo quindi mettersi tranquillo a vedere cosa fare di buono per il suo paese, che si mette a fare? Via. Ricominciamo con gli insulti al pubblico femminile. Credetemi non è una domanda polemica, la mia. Perché un uomo come Beppe Grillo, ricco, con – pare – una bellissima casa, e – pare – più di una bella automobile, un – forse anche più di uno – posto di potere sente il bisogno di scrivere sul suo blog, usando anche espressioni brutte in italiano, cose tipo “Odoranti nauseabondi per le più attraenti”? 
L’odorante nauseabondo – si deduce dal contesto – dovrebbe servire ad allontanare gli uomini. Che invece, in caso contrario, si accoppiano con le suddette e sempre troppo disponibili donne. Nella descrizione che Grillo fa gli uomini e e le donne “si accoppiano nei bagni pubblici, dietro ai cespugli, nelle carrozze dei treni in sosta”. e “Accoppiamenti abusivi avvengono ovunque”, dice. 
Nella descrizione che Grillo fa dell’Italia di oggi – credo, spero sia una male solo italiano – se l’uomo cede allo stupro, è perché “la natura fa il suo corso”, e “il desiderio maschile cede alla passione, che poi cede allo stupro”. Perché dire queste cose? Cosa hanno fatto i padri – e le madri – con i loro modelli a questi uomini italiani? Chi li ha ridotti così? Perché Beppe Grillo sostiene che le donne “in fondo in fondo ci stanno”? Vi assicuro che le mie non sono domande moralistiche, o scandalizzate. Sono davvero curiosa di sapere da dove nasca questa morbosità, questo rancore, questa cattiveria nei confronti del corpo, non solo femminile.  Un uomo che immagina cose di questo tipo a proposito del corpo delle donne, non credo guardi ad altri corpi con più rispetto, o addirittura con gioia. Sono i corpi a fare ribrezzo a Beppe Grillo. I corpi che nascono, mangiano, muoiono, e si riproducono. Forse potremmo provare, dovremmo anzi invitare Beppe Grillo a un seminario, e farci spiegare.   

  

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