Un altro ’68


Il diario di una donna a scopo terapeutico. Così potrebbe essere definito questo romanzo di Bianca Garufi – uscito nel 1968 per le edizioni Longanesi – se la definizione non fosse insufficiente.
E non solo perché c’è di più e altro, da punto di vista del contenuto, ma anche perché a pagine scritte in prima persona – che è la forma tipica del diario – in un italiano preciso e piano, se ne alternano altre scritte in terza, cosa che è invece tipica della forma romanzesca.
La storia è quella, drammatica, di una donna, Sandra che, dopo aver perso Enzo, l’amico e compagno di vita, scivola in un rapporto equivoco con un altro uomo, Nicola. Con lui la relazione volge all’autodistruzione. E non perché l’uomo, o la di lui sorella, siano violenti o aggressivi, ma per l’attitudine, che entrambi hanno, a sminuire la persona, a chiederle di affidarsi a te, per poi lasciarti cadere. Diventa vittima della depressione, della bulimia, Sandra – in mezzo, la scelta di un aborto, un soggiorno in clinica – e, quando l’ amica Clara morirà in un incidente d’auto, sommersa dai sensi di colpa – l’amica era andata a trovarla – tenterà il suicidio. 
Poi la fatica della ripresa, l’analisi, e la svolta, quando il dottor Mollotti, lo psichiatra, la sceglie come compagna di vita. Alla base del loro rapporto, la ricerca della consapevolezza, di ciò che siamo: lei deve portare avanti il diario, insistere nella ricerca di sé.
Tra descrizioni di riti sacri – che l’autrice riesce a rendere comici – in Sicilia, da piccola, in compagnia di una  nonna  tremenda, maniaca delle sedute spiritiche e, da grande, attraverso la ricerca di se stessa attraverso l’analisi,  la vicenda esemplare di una donna, che nell’Italia di quegli anni, i giornali non raccontavano.   

Bianca Garufi, Rosa Cardinale, 1968 
  •  
  •  
  •  

Un pensiero su “Un altro ’68

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *