Tutto il fashion delle manifestazioni




Il Corriere della Sera è una cosa precisa, quando scrive di manifestazioni come quella del 12, a Roma. Quella del Movimento per la Casa.  Lì, fanno gli strutturalisti. Fanno l’analisi di come le persone vanno vestite. Se sono belle o brutte. Scrivono di estetica. E se sono belle è peggio, dicono. Perché gli scassatori (che sono agili, i black block, vestono di nero) avranno un seguito. Il Messaggero è becero, almeno. E’ di Caltagirone e fa l’equazione, occupatori=delinquenti. Il Tempo è fascista, e fa l’equazione, comunisti=merda. Il Corriere della Sera, no. E’ più sottile. Il Messaggero e il Tempo, paradossalmente hanno una loro legittimità, un senso. Il Corriere no. E’ crudele. E la crudeltà sta in un fatto preciso: sta nel far finta di non sapere che, solo a Roma, ci sono più di 100.000 appartamenti sfitti. Case cui, una fascia di persone che non ha dove vivere, o che vive male, non ha possibilità di accesso. Perché non ha referenze, perché vive in condizioni di precarietà economica, o con stipendi bassi. Persone che sarebbero disposte a pagare un affitto equo, persone di cui i proprietari non si fidano. E d’altra parte, il pubblico, l’edilizia pubblica non ha “fondi”. L’edilizia pubblica in italia non esiste più. Qualcuno sente per caso parlare di case popolari? C’è qualcuno, giovane o anziano, che pensi, se persona sensata, di fare domanda per un alloggio pubblico? L’investimento, in Italia, per ciò che riguarda questo tipo di edilizia, è del 4%, laddove in Francia è del 22%, 23%. Ci sarà una differenza? Certo che ci sarà. Significa che in Francia, ogni cittadino in grado di dimostrare di trovarsi in emergenza abitativa, avrà diritto ad almeno 500 euro, dati sotto forma di contributo. In Italia, la stessa persona sarà catalogata come sfigata da chi, privato, dovrebbe (potrebbe) dargli casa in affitto, e come delinquente da chi, giornalista, poliziotto, o esponente del governo Renzi, lo trovasse a una manifestazione. In mezzo, i giornalisti, che come diceva Maupassant, “mercanti di notizie, spacciatori della commedia umana un tanto la riga”
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