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Tra autobiografia e romanzo: Julien Green

Tra gli esponenti migliori di quella forma letteraria che sta fra autobiografia e romanzo, troviamo Julien Green.
Nato a Parigi nel 1900 (da genitori statunitensi), morirà nella stessa città nel 1998. Oltre a un importante “Diario” – compilato durante tutto il corso della vita, e che va dagli anni 20 fino alla fine del secolo – l’autore ha portato a termine un’autobiografia: divisa in tre parti (“Partire prima del giorno”, “Mille strade aperte” e “Terra lontana”) e uscita in Francia fra il ’63 e il ’66, pubblicata in Italia fra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta, non è solo fonte utile di informazioni sulla formazione di un giovane che aveva 30 anni nel 1930, ma testo prezioso per modernità e capacità descrittive. Questa autobiografia non è mai pura cronaca, o rendiconto statistico.
In “Mille strade aperte” l’autore racconta della sua esperienza al Fronte durante la Prima guerra mondiale, del viaggio dalla Francia verso Milano, e poi giù fino a Napoli, come addetto al Servizio delle ambulanze americane.
“Prima dell’alba, camminavo già col sacco sulle spalle per le vie buie di quell’enorme città (Milano n.d.R). Non avendo alcun senso d’orientamento mi smarrii, ma ero in anticipo di quasi un’ora e la gioia di vivere mi faceva cantare sottovoce mentre vagabondavo. Raggiunto un incrocio mi avvicinai a un vecchio vestito da contadino chiedendogli in che direzione fosse via Solferino. ‘Via Sulferino?’, ripeté quello, e me la indicò con gesti molto più chiari delle sue parole. Giunsi all’appuntamento per primo.”.
Il libro, in italiano, è esaurito da un pezzo. Lo trovate in lingua originale, poiché in Francia Green è, da tempo, considerato un classico e viene sempre ristampato.

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