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SubLit SubCrit

Bisognerebbe dare il via, anche in Italia, alla categoria classificatoria della “Sub Lit”: romanzi orrendi, politicamente inesistenti o fasulli, che narrano di finte battaglie ideologiche, con finti personaggi, con pulsioni fasulle nei confronti dell’umanità maschile e di quella femminile, con finti disagi o con disagi irrisolti o irrisolvibili, che però come niente ti intrigano nella narrazione, o forse no. che ti annoiano pure. Fa niente, il fenomeno esiste, toccherà pure dargli un nome. Di fianco alla “Sub Lit”, ci potremmo mettere pure la ” Sub Crit”, uomini e donne che hanno studiato troppo, o troppo poco, recensiscono da mane a sera, ti elencano continuamente gli studi che hanno fatto, se il padre era professore te lo dicono, se la madre era maestra pure. I diplomi, il riconoscimento, il premio. Danno i loro consigli di lettura. Ma un’idea sulla società che quei libri pubblica, uno straccio di considerazioni? Niente. Chi se ne importa? Sia mai lo legge la mamma. L’importante è lasciarsi cullare dalla nenia uniforme e sempre uguale della letteratura, la musica delle parole, il cictucic del conforto reciproco. Benvenute SubLit e SubCrit.

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