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Romanzi del cambiamento

Il valore di scrittrici che, prima di ogni altra cosa, partecipavano a pieno titolo alla vita politica e sociale dell’epoca; intellettuali e pensatrici che, pur essendo mogli, figlie o compagne di uomini importanti, hanno svolto il loro lavoro in piena autonomia e con risultati di valore, proprio perché ottenuti in piena armonia con la vita quotidiana. Non guidate dal desiderio di popolarità e fama, ma seminando semi silenziosi che hanno prodotto germogli capaci di produrre frutti che basta saper raccogliere.

E’ un libro di memoria e di scoperta Romanzi del cambiamento – Scrittrici dal 1950 al 1980, con cui Angela Scarparo, da sempre impegnata a scovare testi dimenticati nelle biblioteche, fa riemergere le voci di donne dall’indiscusso talento letterario come Angela Bianchini, Ginevra Bompiani, Luce d’Eramo, Bianca Garufi e tante altre. Quattordici autrici e i loro romanzi, densi di personaggi raccontati con uno stile che le collega l’una all’altra.

Testimonianze letterarie di decenni densi di cambiamenti e di futuro. Scrittrici che, tranne qualche eccezione non hanno conosciuto il successo, almeno non quello “di cassetta”, ma, come giustamente nota l’autrice, poiché  “la distanza dalla luce dei riflettori” non si traduce sempre in passività, l’essere defilate può spesso permettere “di ragionare con più agio”. Con il risultato di dare vita a libri-gioiello, popolati da protagoniste, figlie di tempi reali che, con strappi e trasgressioni, si fanno anticipatrici degli anni a venire. Storie sempre raccontate con uno stile che, espresso nella sintesi di una cifra comune, potremmo definire di essenzialità e “concretezza” femminile, quella tipica di un tempo in cui la partecipazione collettiva ai grandi cambiamenti produssero riforme e leggi importanti. Come le nuove norme per il diritto di famiglia, l’aborto legalizzato, lo Statuto dei lavoratori o il divorzio  possibile. E le donne scrittrici condivisero con passione movimenti e trasformazioni. Un coinvolgimento esistenziale e politico che, vissuto in prima persona, si ritrova nei loro romanzi, scritti non inseguendo  ricette precostituite per imporsi o per vendere,  ma con lo spirito di chi preferisce scegliere di vivere.

Un libro, quello di Angela Scarparo, che regala l’occasione di scoprire e riscoprire tante scrittrici che rimangono nel tempo, forse proprio perché dimenticate.

Quale ruolo hanno avuto le scrittrici scelte per quel cambiamento che lei data 1950/1980?
Due sono i ruoli: uno di tipo biografico, esistenziale e l’altro di tipo politico. Molte di loro erano, sono infatti mogli di, figlie di, compagne di. Fortini era la figlia del banchiere Mattioli e scriveva con uno pseudonimo, Guiducci si firmava col cognome del marito Roberto, famoso urbanista e sociologo, Garufi era compagna di Pavese, de Rachewiltz è la figlia di Ezra Pound, Ferri era la moglie di un famoso dirigente comunista (zia di Giuliano Ferrara), Bompiani è figlia dell’editore. I compagni, i padri erano sotto i riflettori, loro studiavano e scrivevano. Il secondo ruolo, quello politico, le vede partecipare da protagoniste alle battaglie dell’epoca, ma a modo loro: gli anni in cui queste autrici lavorano, quelli che ho definito gli anni del cambiamento sono anni determinanti, infatti, e non solo per l’Italia. L’epoca dal 1950 al 1980 è quella delle lotte per il diritto all’istruzione, all’aborto, al divorzio, quella dello Statuto dei Lavoratori. Sono gli anni che in America definiscono The Golden Age. Grande merito di queste studiose è di partecipare alle battaglie culturali dell’epoca coi loro volumi, e di farlo con la lingua propria dei romanzi. E così, se la protagonista di Volpini (autrice cui veniva contestata un’eccessiva libertà sentimentale) vive una Resistenza molto meno eroica di quella degli uomini, la donna di Ferri abortisce prima delle recenti leggi. Nel libro di Bianchini leggiamo di emigrazione intellettuale negli Stati Uniti, negli anni Sessanta, protagonista una donna. In Fortini c’è un’infanzia da ricca iperprotetta, di follia narra la psicoanalista Bianca Garufi, di donne in lotta Guiducci.

Il libro e la memoria culturale; quale lo scopo di una selezione tutta al femminile?
Molti di questi testi sono dei veri e propri tesori. Alcuni di essi li ho trovati per un lavoro che porto avanti da anni per un blog – che si chiama ilpostodeilibri.it – e che da qualche tempo condivido con Nicola Fano – il direttore della rivista web succedeoggi.it – che mi ha affidato una rubrica. Una delle finalità di questo lavoro è di recensire libri non più in commercio, o come si dice fuori catalogo. Spulciando in biblioteca e studiando vecchie antologie ho trovato molti scrittori italiani di valore. Il lavoro, in origine, quindi non riguardava solo testi scritti da donne. Durante la ricerca mi sono accorta che molti romanzi usciti in quegli anni, erano accomunati dalla medesima caratteristica. Erano stati scritti da autrici molto rigorose dal punto di vista intellettuale, studiose o comunque grandi conoscitrici di lingue straniere

come Nessi, Cialente, de Rachewiltz o Bompiani, giornaliste come Bianchini, von Glasersfeld, Ferri o Marghieri, filosofe come Guiducci, D’Eramo, attente descrittrici della società in cui hanno vissuto come Ponis, Fortini, Volpini, psicoanaliste come Garufi. Questo libro non nasce quindi, da una presa di posizione, ma è piuttosto una felice scoperta. In biblioteca, c’è molto di più di quello che abbiamo portato alla luce. In Italia esiste un patrimonio narrativo, e non solo per il Novecento, ancora tutto da studiare. La maggior parte di esso, con caratteristiche tutte sue, molto precise, risulta scritto da donne.

Sempre di più il mercato editoriale o dimentica o impedisce di individuare i talenti della scrittura. Come reagire?
In questo caso, anche se è brutta detta così, il cosiddetto mercato editoriale mi ha fatto un favore. Non occupandosi di questi testi, ha permesso a me di riscoprirli. Credo che dovremmo avere, da scrittori come da lettori – o da scrittrici e lettrici – un rapporto di non subordinazione nei confronti degli studiosi di letteratura, come degli editori. Uno dei doveri e a mio parere – e anche dei piaceri – di chi scrive, dovrebbe essere quello della qualità. Non solo sono gli editori ad avere la fissa del successo. Ci sono anche scrittori, scrittrici, che scrivono sperando solo nel successo, o professori universitari, anche, che lavorano con il medesimo criterio. Credo che un po’ dovremmo prendere esempio da queste autrici: non erano, non sono solo delle scrittrici, ma prima di tutto delle pensatrici. Prendiamo Guiducci che nel 1955 lanciò con Fortini e Amodio, una nota rivista, che si chiamava Ragionamenti; o Fausta Cialente, che collaborò a Rinascita e Noi donne; o Garufi che lavorò a lungo da psicoanalista; ancora Bompiani, Bianchini, che dalla Francia, dagli Stati Uniti hanno scritto dell’Italia. Romanzi del cambiamento è anche un invito agli editori a ripubblicare le loro opere. Se non accadrà, in generale, me ne farò una ragione.. Ringrazio le due Daniela (Marcheschi che introduce il libro e D’Angelo di Avagliano) per aver accolto la mia proposta.

Angela Scarparo
Romanzi del cambiamento
Scrittrici dal 1950 al 1980
Avagliano editore
356 pagine, 18 euro

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