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Omologati a bestia

Le persone che amano l’omologazione di solito non riescono a vedere niente di divertente nel conflitto. A pensarci bene, le persone che amano l’omologazione non riescono a vedere il divertimento in niente. Anzi, sì. in una cosa cosa sì: nella cosiddetta serietà. Però se chiedi a una persona che ama l’omologazione cosa significhi essere seri, non te lo saprà dire. Le persone che amano l’omologazione, saranno serie anche nel divertimento.
Non è che le persone che amano l’omologazione non si divertano, infatti. No. Come potrebbero vivere, senza divertirsi? Tutti quelli che vivono e respirano – pensiamo agli animali e al valore che sono capaci di dare al divertimento – hanno bisogno di divertirsi.
Però si può essere omologati anche nel divertimento. Anche se ognuno di noi pensa infatti al divertimento come qualcosa di spontaneo, particolare e in qualche modo unico, può non essere così. Anzi, a volte decisamente, non è così.
C’è qualcosa di più triste dell’omologazione anche nel divertimento, sulla faccia della terra? E no, probabilmente no.
E’ come – invece che scegliere ogni giorno che mangiare – dire “sì”, tutte le volte che qualche altra persona ti proponga di mangiare quel che mangia lei. Dire sì per paura di sembrare strani, diversi, inadatti al ruolo: di sembrare uno “strano mangiatore” “una mangiatrice particolare”, nel caso del cibo. “una persona poco divertente”, “una persona inadatta” nel caso del divertimento.
Bisogna essere molto gentili e molto fermi, con chi ama l’omologazione. E’ la paura di apparire inadatte e non del tutto all’altezza del compito che si sono fissate, a muovere, di solito, queste persone. che Dio le abbia in gloria, e mai ci risparmi o sottragga al conflitto: se ci ha da essere, che ci sia.

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