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No Pop

A via Margutta 17, a Roma, c’è una piccola mostra – ‘No Pop’, curata da Laura Cherubini e Erica Ravenna – la cui idea, invece, è molto forte.
Negli anni 60, mentre negli Stati Uniti imperversava la Pop Art, da noi emergevano Schifano, Tacchi, Mauri, Festa, Marotta, Angeli.
Il titolo (No Pop) è esplicito: laddove per gli americani (Rauschenberg, Lichtenstein, Wharol) a essere riprodotto era l’oggetto di consumo (ricordiamo la zuppa Campbell’s di Andy Wharol) in Italia a essere rievocate erano immagini e posture dell’arte del passato: dai maestri quattrocenteschi di Marotta, al Futurismo e al New Dada di Schifano, Tacchi e Angeli. Non quindi, trasformazione dell’arte a oggetto di consumo (come tanti, ancora, affermano a proposito dell’arte italiana degli anni 60), ma recupero e riscoperta di autori, tradizioni, modi di leggere, tecniche e modalità di intervento culturale.

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