Le-Quattro-Giornate-di-Napoli

Meravigliatevi

Non meravigliatevi per quelli che si ribellano alla visita in città di un deputato razzista. Sarebbe strano se non ci fosse nessuno a farlo. Sarebbe davvero, del tutto, un paese morto. Meravigliatevi dei tanti che, per insipienza o per altro, non si ribellano al razzismo, gli stessi a cui sembra normale.
Perché, dico questo?
Non sono affatto contraria all’accoglienza tributata ieri a Salvini, a Napoli. Se è vero, infatti, che ognuno ha diritto di esprimere le sue opinioni è anche vero che le opinioni espresse da Salvini sono razziste. Qualcuno potrebbe dire, “Ma è un deputato, e il suo partito è stato eletto”. E allora? Non sarà il primo e neanche l’ultimo razzista a essere rappresentato in Parlamento. Da questo punto di vista, siamo un paese talmente democratico, da far supporre la disattenzione, quando non la vera e propria ignoranza.
Manifestare il proprio disappunto è giusto. Lo è perché si sappia che c’è una parte del paese, e non piccola, che non accetterà mai le modalità, umane e politiche, che Salvini rappresenta. Quello che mi dispiace, piuttosto, è che ieri si sia sprecata un’occasione. Per fare che? Per parlare di un po’ di cose che a me personalmente stanno a cuore. Per esempio?
Per esempio per raccontare come il “boom economico” – fenomeno grazie al quale l’Italia è definitivamente entrata a far parte dei paesi industrializzati – sia stato, in buona parte possibile grazie allo sfruttamento della manodopera proveniente dal Meridione.
Per parlare di di “forza lavoro e sfruttamento”. Lo so che Napoli non è Bari, e che Bari non è Matera. Lo so, che il contributo che ognuna di queste città ha prestato all’industrializzazione del nostro paese è diversa. Ma uguale è stata l’esperienza. Poco raccontata, oggi, ancora. E allora, da queste situazioni, da questi “fatti”, da queste circostanze io trovo invece che si debba (ri)partire. E non solo per collegarci alle lotte passate, in un tentativo, come tanti dicono “di tenere desta la memoria”, ma per trovare, nelle lotte passate esperienze simili a quelle di oggi.
Si è persa un’occasione quindi ieri, sì. Per parlare del Sud come di uno dei più “grandi sbocchi di mercato” per le aziende non solo del Nord italiano, ma in generale di quello europeo, un mercato che spesso raccoglie non solo merci lecite (invendute), ma anche merci illecite (rifiuti industriali dannosi, per esempio) che al Sud Italia vengono smaltite e rilasciate. Dobbiamo partire da giornate come quella di ieri per parlare di un Sud che paga le tasse e non ha servizi.
Un “posto del mondo”, il Meridione Italiano (sembra quasi un posto inventato, un luogo dell’immaginario) che contribuisce all’economia di un paese, per avere in cambio molto meno di quel che dà. Elemosine, quando va bene, che servono a zittire focolai di protesta. Vogliamo tirar fuori, di nuovo, la storia della Cassa per il Mezzogiorno e di chi si sia con quella, davvero, arricchito?
Dobbiamo organizzarne noi, giornate come quella di ieri, per discutere. Sapere quanto il Sud sia una risorsa (ancora) per quel che riguarda la forza lavoro. Una forza lavoro (fatta di donne e uomini specializzati e competenti) che dal Sud emigra (ancora, oggi?) al Nord. Ne parlano commedie, al cinema, dei Meridionali (e delle Meridionali) a Milano. I comici vi costruiscono, giustamente, personaggi sul tema. E fanno ridere. Ma la riflessione approfondita, anche in questo settore, non è che manchi. Solo, è riservata a pochi. Non c’è, un’editoria interessata al tema. O se c’è, è considerata “minore”. Le inchieste ci sono, così come gli studi, ma non circolano.
Può bastare, per organizzare qualche altra giornata come quella di ieri? E se no, ripeto quel che ho detto. Me lo appenderò in camera, varrà per me e qualche altra(o) interessata al tema, d’ora in poi.
Non meravigliatevi per quelli che si ribellano alla visita in città di un deputato razzista. Sarebbe strano se non ci fosse nessuno a farlo. Sarebbe davvero, del tutto, un paese morto. Meravigliatevi dei tanti che, per insipienza o per altro, non rivendicano (altro) e non si ribellano a tutto questo.

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