images.duckduckgo-1

Le donne di Gabo

In un suo bel libro del 2005, intitolato Spectrum(pubblicato in Italia nel 2008 da Baldini Castoldi e Dalai, tradotto da Giuseppe Gallo) lo storico britannico Perry Anderson, sostiene una tesi banale, ma a mio parere vera, che è questa: nei paesi occidentali, la sinistra si è sempre dedicata, e con più successo della destra, alla storia, e alle riflessioni teoriche che la riguardano, perché più frequentemente dell’altra parte politica (che tradizionalmente si dedica al governo e alla repressione) è stata costretta a riflettere sulle proprie sconfitte.
Se Anderson ha ragione, una parte del successo straordinario di Gabo dovrà essere attribuita al fatto che più e meglio di altri questo autore ha sempre parlato del fallimento. Che si tratti della iper-popolata, ma alla fine distrutta da un uragano, comunità di Macondo, di Cent’anni di solitudine o del tiranno sudamericano (morto all’epoca del racconto) de L’autunno del patriarca, e passando dalla ossessiva famiglia di Sierva Maria (la protagonista di Dell’amore e di altri demoni) per chiudere con l’attempato giornalista, il novantenne che in Memoria delle mie puttane tristi, per assaporare l’amore ha bisogno di giacere nel letto di un adolescente vergine, è tutto un via vai di gente che nella vita ha molto vissuto, ma ha sempre perso.
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *