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L’amore come orrore matematico di David Lynch



Strade perdute è un film del 1997 diretto da David Lynch. Lo stesso autore nel 2001 ha girato Mulholland Drive. I due film hanno in comune secondo me il tema del cambiamento legato alla passione d’amore. I lavori di Lynch sono caratterizzati da una particolare complessità della trama. Del lavoro fa parte anche il lasciare tracce, ipotesi, sospetti per il fruitore. Del lavoro fa parte anche il lasciare spazio all’ipotesi di chi guarda. In Mulholland Drive, addirittura, Lynch arriva a lasciare una sorta di mappa per l’orientamento all’interno di esso. Forse nessun autore è arrivato a questo grado di pacata modernità, nel rapporto col fruitore. Se è così, mettiamoci comodi. Ognuno dica la sua. Ciò che conta è solo l’amore che lega chi guarda a chiunque si muova sullo schermo. “In che modo, un sentimento forte come l’amore è in grado di cambiare una persona fragile?”, è la domanda cui a mio parere, risponde il film Strade Perdute. E, “Cosa succede se ci si lascia troppo trasportare da esso? Come gira diversamente la nostra vita?”, la domanda cui sembra rispondere Mulholland Drive. E così, nella prima, a tratti paurosa storia, vediamo in modo chiaro Fred Madison, un musicista affermato, sparire in un vero e proprio tunnel spuntato all’improvviso nella sua camera da letto, al ritorno da una festa. E’ in questa festa che per la prima volta Fred comincia a sospettare della moglie. Vittima di questo dolore, di questa sofferenza, poco dopo Fred vede se stesso in un video. Vede se stesso ucciderla. Quando il gesto è dato, e Fred davvero uccide la donna, il suo volto si deforma. Nell’inquadratura dopo, Fred è un’altra persona. Il regista sceglie due attori diversi a interpretare due diverse personalità. Un uomo apparentemente più tranquillo, che fa un altro lavoro, il secondo. E’ un meccanico di automobili, una persona più giovane e riservata del musicista. Lo sconvolgimento prodotto dall’amore è tutto interno alla persona.



Nel secondo film invece, Mulholland Drive, più bello secondo me, sarà una dickensiana piccola chiave che gira in una piccola scatola magica dello stesso colore a dirci che qualcosa ha girato, e che c’è stato un cambiamento. Nella prima parte del film vediamo una giovane attrice bionda piena di talento e gentilezza Betty Elms. Incontra una donna bruna con una borsa piena di soldi. Questa, dopo un incidente, ha dimenticato chi è. La giovane Betty si innamora della bruna, che si chiama Rita (come la Rita Hayworth di Gilda), fino a lasciar perdere ciò che più le piace fare, il cinema. Vuole aiutarla. Nella seconda parte del film, dopo che la giovane attrice ha rinunciato per amore alla sua passione più grande, al suo lavoro, la vediamo trasformata in una persona totalmente dipendente dalla donna bruna. Come in Strade perdute, il regista le dà un altro nome, un’altra personalità. Si chiama Diane. La chiave gira. Mai lasciare il proprio oggetto d’amore se esso sia il cinema. Finirà in tragedia. Finirà che Diane, dipendente dalle sostanze oltre che dall’amore per Camilla, la farà uccidere, assoldando un killer, poi sconvolta dai sensi di colpa morirà suicida. Capolavori di finezza psicologica questi due film ci danno un sacco di indicazioni utili di comportamento, quasi un vero e proprio galateo, a saperli guardare. Così come per Lynch l’amore è simile alla matematica, e il caso è solo la risultante di una somma di fattori, queste due storie, per come sono composte producono in noi un infantile sentimento di meraviglia. E’ matematico.

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3 pensieri su “L’amore come orrore matematico di David Lynch

  1. Ну, а песня Toto Cutugno L’italiano подарила нашим людям фразу Lasciatemi cantare Дайте мне петь .Некоторые мои знакомые узнали из песни Адриано Челентано Confessa , что повторяющееся в припеве слово perche9 значит почему .

  2. You are so kidding me… :))) suoerisly, hats down! this is sooo beautiful :)) you know, each time I take a look at your blog I think that you have done the best piece ever, but then is another and another one, how do you do this? :)) how many “the best” pieces of Art you still have in your pocket? you pull them out like a magician pulls out white rabbits from the hat :)) Congratulations, you are a Master :). It’s been a while since I learned Russian at school, but have you sew them together by hand? That’s so impressive :)

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