E se non è vero che il contenitore tiene?

http://crisis.blogosfere.it/2011/03/reattore-nucleare-di-fukushima-ci-sono-buone-probabilita-che-il-melt-down-sia-cominciato.html

“Pietro Cambi avatar Pietro Cambi
Geologo, Ingegnere ambientale, membro del comitato scientifico di Aspo Italia, Presidente di Eurozev, si occupa di sostenibilità

Come ho scritto nel precedente post, dovrei essere, ufficiosamente, fermo per protesta. Faccio una eccezione perchè la notizia è davvero troppo grossa ( e triste) per essere taciuta.
Saprete dai media che lo spaventoso terremoto in Giappone ha coinvolto anche alcune centrali nucelari e in particolare quella di Fukushima. La centrale è stata fermata, ma i sistemi di raffreddamento di back-up sono andati in crisi perchè i generatori diesel, entrati in funzione per l’ovvia mancanza di corrente elettrica, pare siano stati travolti dallo tsunami ( la centrale è vicina al mare). Qui cominciano i guai SERI. Anche con le barre di controllo giù la reazione va avanti per un certo tempo prima di fermarsi del tutto e con quella la produzione di calore. A questo punto era solo questione di tempo: nonostante i tentativi DISPERATI di far diminuire la pressione, con le pompe ferme il calore ancora prodotto dal nocciolo ha fatto aumentare questa pressione ben oltre i limiti di progetto finchè una immane esplosione ha distrutto tutto l’edificio di contenimento. Si è prontamente decisa una evacuazione degli abitanti (quelli sopravissuti) in un raggio di venti km, circa DUECENTOMILA PERSONE. Il Giappone non è l’UCRAINA, è un paese fittamente abitato, con una densità di popolazione quasi doppia di quella italiana, oltretutto concentrata per la maggior parte nelle zone costiere.
Le fonti ufficiali, finora, hanno ammesso l’esplosione, minimizzato le fughe radioattive e garantito che l’esplosione avrebbe danneggiato solo l’edificio, l’involucro esterno, mentre il reattore sarebbe ancora intatto con il suo guscio contenitivo.

Ci sono tuttavia NOTEVOLI probabilità che le cose non stiano cosi.
Premesso che in questi casi la figura da Cassandra d’accatto è sempre dietro l’angolo e premesso che sarei LIETO, anzi: LIETISSIMO di sbagliarmi, ci sono diversi indizi che mi portano a questa conclusione.
1) le cause dell’esplosione: le autorità hanno detto che è dovuta ad una fuga di idrogeno. ora: l’idrogeno si forma quando il vapore surriscaldato a temperature vicine o oltre i mille gradi si dissocia. Se le cose stanno cosi il nocciolo del reattore ha già raggiunto queste elevatissime temperature e quindi, con ogni ragionevolezza, l’esplosione ha danneggiato anche la struttura di contenimento vera e propria, se non l’ha direttamente coinvolta. A temperature cosi elevate anche l’acciao ed il cemento armato piu robusti diventano assai poco resistenti.
2) presenza di Cesio radioattivo misurato nell’aria. I vecchietti sentiranno un brivido correre lungo la schiena. Ci ricorda, correttamente, Chernobyl.
Questo Cesio non ci DOVREBBE ESSERE se la struttura di contenimento fosse davvero intatta. E’ infatti un prodotto della reazione nucleare e non è solitamente presente nel vapore o nel circuito di raffreddamento, dove sono invece presenti altri isotopi a breve vita. La sua presenza indica che, con tutta probabilità LE BARRE DI COMBUSTIBILE NUCLEARE SONO STATE O SONO ESPOSTE ALL’ARIA.
3) Raffreddare con acqua di mare: e’ una misura assolutamente disperata che si fa quando è chiaro che la reazione non è più frenata dalle barre di controllo, cosa dle resto provata dall’esplosione stessa.
In conclusione: la struttura di contenimento è stata progettata, in teoria, per contenere, giustappunto, anche un nocciolo in fusione. A patto, ovviamente, di non essere stata danneggiata. Il pompaggio di acqua di mare su qualcosa che è (era, si spera) abbastanza caldo da dissociare il vapore è una pessima idea o, per meglio dire, una azione assolutamente disperata: si rischia una nuova e definitiva esplosione perchè si sa che, in mancanza, il nocciolo comincerà a fondere.
E’ bene chiarire che questo reattore, pur non essendo recentissimo, è un classico e collaudato reattore a bassa pressione. Un edificio dotato di tutte le sicurezze passive ed attive del caso. Costruito con criteri antisismici severissimi.
Eppure c’e’ una concreta minaccia di una nuova Chernobyl, alla meglio di una nuova Three Miles Island, a poco più di cento km da Tokyo.
Ci si può fidare delle dichiarazioni (relativamente) tranquillizzanti delle autorità giapponesi?
Insomma: hanno dei discreti precedenti di cover-ups di piccoli e meno piccoli incidenti.
Molte delle cose che ho scritte le potrete verificare in questo articolo.
Per dettagli sulla centrale invece, c’e’ santa wiki.
Teniamo incrociate le dita.
Update: naturalmente anche Debora ha scritto un articolo, piuttosto simile, su Petrolio. Quello che ho scritto pare tutto confermato, purtroppo. Anche Marco Pagani ha scritto un puntuale articolo in merito.
19.56 update 2: piena conferma dalla CNN.
Son guai SERI.
8o((“

  •  
  •  
  •  

3 pensieri su “E se non è vero che il contenitore tiene?

  1. Unit 1 tenmliie (abbreviated) 11MAR 1537 loss of all AC after 2nd tsanumi 1818 placed isolation condenser in service 1825 removed isolation condenser from service (likely due to concerns over brittle fracture prevention due to the high CDR observed earlier) 2119 water level 8 above TAF (likely accurate indication and with water over the fuel no/minimal core damage. Also no data to establish a water loss rate which is going to be the rate of water leaving through the relief valves) 2151 reactor building access loss due to high dose rates (indication of first fuel damage core is likely partially uncovered causing the fuel damage) 2200 water level jumps to 21.7 above TAF (this is indication of reactor vessel depressurization and we are seeing flashing in the reference legs) 12MAR 0230 Containment reaches 122 psia 0245 Reactor pressure decreased to 116 psia (the report does not say this but having lived through reference leg flashing during transients and rapid plant cool downs any water level is going to be erroneous until the reference legs are force fed) 0419 The containment vessel pressure drops to 113 psia (this would indicate the containment began to leak at this point as pressure was being relieved and is probably contributed to the read levels later in the torus and in general to the workers. This established the path for hydrogen to possibly enter the reactor building later.) 0514 onsite dose rates are noticed (this is when the operators think the containment failed) 0900 order given to vent unit 1 1430 Unit 1 effectively vented (page 11and 20) due to rupture disc failure. Not due to operator action 1536 explosionI am at a loss to explain how without power and more specifically control air how the operators would be able to protect the plant and prevent containment failure. As Kit will be sure to point out I never operated a BWR (I’m SMR PWR all the way) so I may have missed something in my analysis. I also couldn’t find the containment design pressure through this reading. I imagine that design pressure is around 60 psia. It also looks like the rupture discs are more of a hinderance than help Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *