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Cabros

Volevo segnalare il film “Cabros de Mierda” del cileno Gonzalo Justiniano.
“Cabros de Mierda” è l’appellativo, scherzoso, dato a un ragazzino di sette, otto anni, Vladi, che vive in una baraccopoli, durante il regime di Pinochet, e che non riesce mai a stare zitto. La casa in cui vive è gestita esclusivamente da donne (il padre di Vladi è impegnato nella Resistenza): su tutte, spicca la bella e simpatica Gladys (una bravissima Nathalia Aragonese), che ha una madre e una figlia, piccola, che si chiamano come lei. Quando, da Salt Lake City, arriva un missionario, giovane e gentile, per predicare la parola di Dio e il Progresso, la vicenda si complica. Interessante vedere la fine che, secondo il regista, hanno fatto i fascisti di Pinochet, oggi. In molti casi sono cattolici praticanti, e pensano di essere stati perdonati da Dio.

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