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Black List e carriere cinematografiche

Joseph Losey, che è nato il 14 gennaio del 1909 è l’incredibile, meraviglioso autore di film famosi e straordinariamente belli.
Nato negli Stati Uniti, Joseph ha da quando è ragazzo, la fissa dell’Europa, e della cultura inglese in particolare. Dovendo, negli anni 50, rispondere davanti a una commissione che aveva l’obbligo di sdradicare i “comunisti” dalla società statunitense, pensa bene di trasferirsi in Gran Bretagna. Anche lì, il primo film lo realizza con uno pseudonimo (i suoi collaboratori temono infatti di finire sulla lista nera di Hollywood). Nei suoi film, dal linguaggio cinematografico spesso innovativo, e di grande impatto visivo – Losey ha una grande conoscenza della cultura artistica occidentale, e usa il colore, e i contrasti che esso produce, come fossero parole – racconta di di ribellioni e di solitudine adolescenziali ne “Il ragazzo dai capelli verdi”, che è 1948; analizza l’elemento del potere, e il ribaltamento dei ruoli in una relazione servo padrone ne “Il servo”, del 1963; sempre del potere – e di quella particolare forma di esso, incarnata nel nazismo – racconta in “Chi è Mr. Klein?” (1976); di ossessioni d’amore da parte di professori di filosofia di Oxford, nei confronti di giovani e benestanti studentesse parla in “L’incidente” (1967); ma costruisce anche storie d’amore, come legame in grado di ribaltare i luoghi comuni, o come strumento privilegiato di conoscenza per uomini e, soprattutto, donne. Lo fa in “Messaggero d’amore” (1971), e in “Una romantica donna inglese”, che è 1975. Losey, che è anche autore di una trasposizione cinematografica – ormai considerata “classica” – del “Dongiovanni” di Mozart (1979), fu anche sceneggiatore.

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