gramsci camera del lavoro 16

Antonio Gramsci e il “ritmo del pensiero”.

“Se si vuole studiare”.

E’ il titolo di un paragrafo del “Quaderno 4”, in cui Gramsci ci dà utili indicazioni su come portare avanti lo studio di un autore (amato o meno) senza incorrere in errori imbarazzanti.
Nell’ordine, ci suggerisce di: scrivere prima di tutto la biografia, dopo puntuali ricerche; poi, indicare le opere: leggerle (L-E-G-G-E-R-L-E), farne una descrizione; e per ultimo…ricercare il “leitmotiv”, o, come lui lo chiama, il “ritmo del pensiero”. Che cosa vuol dire?
Autori e autrici (spiega) hanno degli argomenti che sempre ritornano (pensiamo al tema della letteratura in Gramsci – da quando è bambino, a quando muore, non c’è anno in cui non ne scriva, nonostante che sia stato recensore, deputato, rivoluzionario, economista, storico della cultura, amante, padre, marito!), delle modalità espressive (pensiamo al “giro lungo di frase” di Proust, james, Eliot G.!), quasi una cantilena propria (pensiamo alla triade Moravia-Cialente-Morante, alla loro diversità linguistico-lessicale, nonostante la vicinanza temporale, delle opere!). Il leit motiv, quindi. #AntonioGramsci

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